Il tema del Microliving
Il container, simbolo universale di viaggio, scambio e connessione, diventa spazio di progetto, racconto e sperimentazione. Torna con una nuova visione Container 03, uno degli eventi più attesi della Genova Design Week 2026, in programma dal 3 al 7 giugno 2026 e curato da Simona Finessi. Per la sua terza edizione, il progetto evolve e si sposta nel cuore del Porto Antico di Genova, a Calata Mandraccio: un cambio di scala e di prospettiva che rafforza il dialogo tra design contemporaneo, paesaggio urbano e pubblico, portando l’installazione in una delle aree più iconiche e frequentate della città.
Da strumento d’eccellenza per il trasporto merci a luogo di sperimentazione progettuale, il container viene decontestualizzato e reinterpretato, trasformandosi in ambiente abitabile e rifugio contemporaneo. Il progetto nasce con l’obiettivo di ribaltare l’immaginario funzionale di questo oggetto e renderlo un dispositivo culturale capace di attivare relazioni, narrazioni e nuove visioni dell’abitare.
Il tema dell’edizione 2026 è Microliving, una riflessione sulla qualità dello spazio in un’epoca segnata da trasformazioni sociali, ambientali ed economiche. Abitare in spazi compatti non rappresenta più un limite, ma un’opportunità per sperimentare soluzioni flessibili, sostenibili e innovative.
I dieci studi coinvolti sono chiamati a trasformare ogni container in un microcosmo immersivo: ambienti narrativi capaci di raccontare una visione progettuale e un nuovo approccio all’abitare, in dialogo con il contesto urbano e con la comunità.
Monumentalizzazione de “Le Lavatrici” genovesi: dal brutalismo abitativo al museo esperienziale
In questo scenario si inserisce PEGLI 3, un’installazione immersiva firmata TANZI ARCHITECTURE che riflette sul rapporto tra architettura, memoria urbana e identità collettiva, reinterpretando uno degli edifici più iconici e controversi del paesaggio genovese: il complesso residenziale de Le Lavatrici.
La scelta del container come spazio espositivo dialoga profondamente con la storia della città e con il linguaggio architettonico dell’intervento. Simbolo del porto e dell’identità industriale genovese, il container diventa qui una vera e propria camera percettiva dedicata alla monumentalizzazione del Brutalismo urbano. Così come Le Lavatrici rappresentano una macchina abitativa monumentale sospesa tra utopia e infrastruttura, anche il container si trasforma in una microarchitettura capace di contenere memoria, visioni e relazioni spaziali.
L’intervento restituisce nuova dignità estetica e simbolica a un’architettura spesso percepita come estrema e divisiva. L’obiettivo non è semplicemente celebrare il brutalismo, ma reinterpretarlo come patrimonio emotivo e culturale della città, mettendone in luce la forza scenografica, la complessità geometrica e il valore identitario.
Fulcro dell’installazione è la reinterpretazione dell’iconico oblò de Le Lavatrici, monumentalizzato attraverso luce, materia e profondità prospettica. L’apertura circolare diventa un portale metafisico verso il design e, al tempo stesso, un cannocchiale urbano rivolto verso Genova. Il visitatore viene invitato a osservare la città attraverso una nuova lente, capace di trasformare un segno architettonico quotidiano in elemento contemplativo.
La geometria circolare attraversa l’intero progetto come archetipo visivo e simbolico: memoria, osservazione, continuità, ma anche richiamo diretto agli oblò navali e all’immaginario portuale genovese. Interno ed esterno, architettura e paesaggio, materia e luce entrano così in dialogo costante.
All’interno del container, la caratteristica forma a X del corpo scala viene destrutturata e reinterpretata attraverso una trama tridimensionale sospesa che filtra lo sguardo e amplifica la percezione dello spazio. La composizione genera continui effetti di trasparenza, ombra e profondità, evocando la complessità visiva dell’edificio originale e trasformando il visitatore in parte integrante dell’opera.
Pedane, superfici tattili e volumi archetipici accompagnano il percorso espositivo, trasformando il container in una teca urbana contemporanea dedicata alla monumentalizzazione del Brutalismo genovese. Lo spazio diventa così un luogo di attraversamento e contemplazione, in cui il design dialoga con l’architettura radicale e con la memoria collettiva della città.
Il ruolo della materia ceramica
La materia ceramica contribuisce in modo determinante alla costruzione dell’atmosfera installativa. Le tonalità morbide e luminose di CIR Forever Color Bubble Ivory e il volume realizzato con la stessa superficie dialogano con la matericità intensa delle collezioni Cerasarda Porto Rotondo, presenti nelle varianti Cuoio e smaltato Cognac.
Il decoro Bubble amplia le possibilità compositive attraverso geometrie morbide, contrasti materici e vibrazioni tattili che si intrecciano con le superfici della collezione Porto Rotondo. I fondi, ottenuti da scansioni di texture ispirate al mondo della moda di lusso, trasformano la ceramica in una vera e propria “pelle architettonica”: superfici intrecciate, profonde e materiche che evocano la morbidezza e la raffinatezza delle lavorazioni sartoriali. Ne nasce un dialogo sofisticato tra design, moda e architettura contemporanea, in cui la materia ceramica supera la dimensione decorativa per diventare elemento sensoriale e narrativo dello spazio.
Protagonista dell’installazione è anche Les Jalousies – Les Ombres, sistema di moduli architettonici per interni concepiti per andare oltre la semplice decorazione, che introduce sofisticati giochi di luce, ombra e vibrazione luminosa, amplificando il carattere scenografico dell’ambiente. La collezione, disponibile anche in versione non smaltata, consente una forte personalizzazione e una grande adattabilità progettuale, diventando parte integrante della costruzione dello spazio.
La collezione interpreta la ceramica come elemento progettuale capace di definire ambienti, scandire i volumi e creare nuove relazioni tra luce, materia e architettura. Pieni e vuoti, luci e ombre si alternano generando composizioni dinamiche che mutano a seconda dell’illuminazione e del punto di vista, restituendo profondità, ritmo e carattere agli spazi.
Completano l’allestimento tre tavolini di Cerasarda, realizzati in collaborazione con OVRE Design: San Teodoro Pop nella colorazione Bordeaux e Argento, Porto Rotondo Lux in Gesso e Oro Rosa e Orosei Lux Gesso in Oro Rosa.
PEGLI 3 si presenta così come una riflessione contemporanea sul brutalismo e sull’identità urbana genovese: un’installazione che trasforma la durezza dell’architettura in esperienza sensoriale e contemplativa, restituendo nuova centralità a un patrimonio visivo profondamente radicato nell’immaginario della città.
Progetto e render: TANZI ARCHITECTURE








