La collezione Soli porta la firma di Mario De Biasi, figura eminente della fotografia italiana del Novecento e autore capace di attraversare il proprio tempo con uno sguardo insieme rigoroso, poetico e profondamente umano. Nato nel 1923, De Biasi è stato uno dei grandi protagonisti della stagione del reportage europeo, legando il proprio nome alla storica rivista Epoca, di cui fu per anni uno dei fotografi più autorevoli. Le sue immagini, intense e misurate, hanno raccontato il mondo attraverso una sensibilità rara, capace di cogliere l’essenza dei luoghi e delle persone oltre la superficie visibile.
Nei suoi reportage, la fotografia non si limita mai alla documentazione: diventa ricerca di equilibrio, osservazione della luce, costruzione di ritmo e significato. È proprio questa visione a rendere il suo incontro con Cerasarda un momento particolarmente significativo nella storia della manifattura. Negli anni della piena maturità artistica di De Biasi, Cerasarda si conferma infatti come uno dei luoghi più vitali della sperimentazione ceramica italiana.
Fondata nel 1963 nel cuore della Costa Smeralda, la manifattura nasce con l’intento di creare un linguaggio decorativo contemporaneo profondamente radicato nello spirito della Sardegna. Artisti, architetti e decoratori vengono chiamati a confrontarsi con la materia ceramica, trasformandola in uno spazio di dialogo tra tradizione artigianale e ricerca estetica moderna.
È in questo contesto che prende forma la collezione Soli, una delle espressioni più colte e raffinate della produzione Cerasarda. Qui De Biasi traduce il proprio sguardo fotografico in un alfabeto visivo essenziale, affidando al simbolo del sole una dimensione insieme primordiale e contemporanea.
Il sole come forma archetipica
Nella poetica di Mario De Biasi, il sole non viene rappresentato in modo descrittivo o illustrativo. Diventa piuttosto un segno assoluto, un archetipo universale legato all’origine, all’energia, al ritmo naturale della luce mediterranea.
Le composizioni si sviluppano attraverso geometrie pure, calibrate, essenziali. Il segno grafico richiama il linguaggio della fotografia: equilibrio, sottrazione, tensione tra luce e ombra. Nulla è superfluo. Ogni elemento è costruito per evocare una percezione più che una semplice immagine.
In questo passaggio dalla fotografia alla ceramica non vi è alcuna frattura, ma una naturale continuità di ricerca. Come nelle sue fotografie, anche qui De Biasi persegue l’essenzialità, riconoscendo nel segno semplice la forma più alta dell’espressione visiva. La superficie ceramica si trasforma così in uno spazio contemplativo, in cui la luce, anziché essere catturata dall’obiettivo, viene evocata attraverso il gesto, il colore e la materia.
Luce, ritmo e materia
La luce è il vero centro della collezione Soli. Non una luce descrittiva, ma una presenza astratta, quasi spirituale, che attraversa le superfici e ne definisce il ritmo visivo.
Le smaltature riflettono e assorbono la luce in modi differenti, generando profondità, variazioni cromatiche e vibrazioni materiche che cambiano a seconda dello sguardo e dello spazio circostante. Le superfici diventano vive, mutevoli, capaci di instaurare un dialogo continuo con l’ambiente.
Anche la scelta cromatica richiama il paesaggio mediterraneo: tonalità calde, intense, luminose che rimandano alla terra, al sole e al mare della Sardegna. La ceramica diventa così un luogo in cui fotografia e artigianato si incontrano attraverso un linguaggio comune fondato sulla sintesi, sulla luce e sulla forza evocativa della forma.
Una visione culturale della ceramica
L’inserimento della firma di Mario De Biasi nella produzione Cerasarda testimonia la vocazione culturale della manifattura, nata non soltanto come realtà produttiva, ma come laboratorio creativo aperto al dialogo tra discipline artistiche differenti.
La collaborazione con artisti e interpreti provenienti da mondi diversi — dalla fotografia all’architettura, dalla pittura al design — contribuisce a definire un’estetica unica, capace di trasformare la ceramica in una forma di racconto contemporaneo profondamente legato all’identità mediterranea.
In questo panorama, la collezione Soli conserva ancora oggi il valore di una doppia testimonianza: quella di un artista che ha fatto della luce la propria materia espressiva e quella di una manifattura che ha saputo trasformare la ceramica in un luogo di incontro tra arti, saperi e visioni.
Ogni pezzo continua così a raccontare una stagione irripetibile della creatività italiana, in cui il confine tra arte, fotografia e artigianato si dissolveva per lasciare spazio a un linguaggio nuovo, essenziale e senza tempo.