What we leave, what we find.
Cersaie 2026 ha rappresentato per Cerasarda un nuovo passo nel percorso di evoluzione del brand, rafforzando il rebranding avviato nel 2025 e dando forma, attraverso lo spazio, la materia e il colore, alla sua identità rinnovata.
A Bologna, Cerasarda ha portato un universo sempre più riconoscibile, in cui le radici mediterranee del marchio incontrano un linguaggio contemporaneo fatto di sperimentazione, ricerca cromatica e cultura del progetto.
All’interno di “What We Leave, What We Find”, il progetto nato dal dialogo tra Gruppo Romani e Casaornella, lo stand Cerasarda si è trasformato in una vera e propria galleria identitaria: uno spazio pensato non soltanto per presentare le collezioni, ma per raccontare il mondo del brand nella sua evoluzione.
Una nuova tonalità entra nell’universo Cerasarda
A segnare un ulteriore passo in questo percorso è Acqua Velata, la nuova firma cromatica presentata a Cersaie 2026.
Accanto ad Arancione Cerasarda e Marrone Scuro, Acqua Velata completa una triade di colori identitari che rafforza il nuovo linguaggio visivo del brand.
Una tonalità morbida e desaturata, ispirata ai riflessi del mare, all’umidità salmastra dell’alba e a quel punto quasi impercettibile in cui acqua e cielo sembrano confondersi.
La terra, la luce e il respiro.
Tre elementi, tre colori, un’identità che continua a evolversi.
Cerasarda, tra eredità e sperimentazione
Lo stand ha riunito alcune delle espressioni più rappresentative dell’universo Cerasarda.
Pura, Nouvelle Déco, Smeralda, Herbarium, Cara, Janas e il decoro Flora di Porto Rotondo hanno costruito un percorso tra materia, decorazione, colore e tridimensionalità, mostrando le diverse anime di un brand che continua a sperimentare mantenendo saldo il legame con le proprie origini.
Cersaie 2026 diventa così non un punto di arrivo, ma un nuovo passaggio nel percorso iniziato nel 2025: un’identità che si consolida, acquisisce nuovi codici e continua a trovare nuove forme attraverso cui esprimersi.
Il racconto continua
Le immagini dello stand raccontano questa evoluzione attraverso spazi, dettagli, superfici e incontri.
What we leave, what we find.
Ciò che lasciamo, ciò che troviamo.
E tutto ciò che nasce nel mezzo.













